Linfomi aggressivi: tecnica innovativa con le cellule staminali

Lo studio clinico dello Iosi si concentra proprio sull’utilizzo delle cellule staminali nel trattamento dei linfomi, in particolare dei linfomi di tipo B

L’Istituto Oncologico della Svizzera Italiana (Iosi) ha avviato ad agosto 2019 uno studio clinico internazionale per pazienti affetti da linfoma aggressivo che non rispondono al trattamento classico di chemioterapia.

I linfomi appartengono alla classe dei tumori maligni del sistema immunitario, originati da linfociti che perdono il controllo della loro proliferazione e crescita fisiologica normale. In assenza di trattamento, la loro crescita e decorso negativo sono molto rapidi, tuttavia questo tipo di tumore è curabile: a livello mondiale, grazie alla chemioterapia circa il 60% dei pazienti affetti da linfoma può essere guarito in prima intenzione. Tra coloro che invece non rispondono al trattamento o subiscono una ricaduta, il tasso di successo oscilla tra il 10% e il 50% dopo un trapianto di cellule staminali autologhe (ottenute dal paziente stesso).

Lo studio clinico dello Iosi si concentra proprio sull’utilizzo delle cellule staminali nel trattamento dei linfomi, in particolare dei linfomi di tipo B. Dal sangue del paziente vengono isolati i linfociti della linea T, ovvero le cellule del sangue responsabili della difesa immunitaria contro infezioni e tumori. I linfociti T vengono sottoposti ad una procedura di ingegneria genetica, che li rende più resistenti e in grado di riconoscere con più precisione il tumore.

Una volta modificati, i CAR-T (Chimeric Antigens Receptor Cells-T, i linfociti ingegnerizzati) sono dotati di un sistema di riconoscimento mirato – il ricettore chimerico – alle cellule tumorali. Vengono quindi reintrodotti nell’organismo del paziente, precedentemente trattato con chemioterapia, dove si moltiplicano e attaccano il tumore, distruggendolo definitivamente.

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Si tratta di una procedura personalizzata, in quanto vengono trattate le cellule di ogni singolo paziente. Inoltre, si tratta di un approccio che «fa leva sulle difese naturali anti-tumore già presenti nel paziente e che combina tecnologie di avanguardia come la terapia genica e l’immunoterapia» affermano gli studiosi dello Iosi. L’Istituto ha già trattato con successo – per la prima volta in Ticino – un paziente in cura per un linfoma B aggressivo che non rispondeva al trattamento classico.

Questa tecnica innovativa è ora in fase di sperimentazione e lo studio clinico ha già reclutato pazienti a livello mondiale per determinare de la terapia con cellule staminali CAR-T possa diventare un nuovo standard terapeutico per i pazienti affetti da linfoma. Gli studiosi affermano inoltre che «lo Iosi, nell’ambito di una collaborazione tra i servizi di oncologia ed ematologia, ha iniziato una procedura di certificazione federale, necessaria per l’utilizzo della terapia cellulare CAR-T nella pratica quotidiana».

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