L’importanza del cordone ombelicale: la storia di Shai

«Volevo dare ai miei figli ogni possibile forma di assicurazione sanitaria»

Shai Miranda è nata a dicembre del 1992, sfortunatamente con un rabdomiosarcoma, un tumore maligno nel suo bacino, che le è stato diagnosticato soltanto all’età di undici mesi, quando ormai era metastatizzato nei suoi polmoni.

Il rabdomiosarcoma è il più frequente sarcoma delle parti molli in età pediatrica, pur essendo considerato un tumore raro, con un’incidenza del 3,5% di tutti i tumori infantili.

Dopo tutti gli sforzi della madre, le sedute di chemioterapia, la rimozione del tumore residuo e di tre organi interni, dopo le numerose settimane di radioterapia, la piccola bambina sembrava essere in remissione e rispondere positivamente a tutti i trattamenti.

Purtroppo, pochi anni dopo, a Shai venne diagnosticata la leucemia “secondaria”, ovvero provocata proprio dai trattamenti anti-tumorali subiti precedentemente. Alla piccola ora serviva un trapianto di cellule staminali.

All’epoca, nel 1996, i trapianti di cellule staminali derivate dal cordone ombelicale non erano ancora diventati di pratica comune, così la madre di Shai si concentrò sulla ricerca di un donatore compatibile di midollo osseo. Molti mesi dopo, venne trovato un donatore compatibile e la bambina fu sottoposta al trapianto, particolarmente rischioso per il suo corpicino già provato dalla chemio e radioterapia.

Dieci giorni dopo il trapianto, il fegato della bambina smise di funzionare e successivamente Shai sviluppò anche una cardio-miopatia. La leucemia si ripresentò e la bambina smise di combattere poco tempo dopo, circondata dalla famiglia.

La mamma di Shai ebbe altre due figlie dopo questa tragedia, e per entrambe decise di conservare le cellule staminali del cordone ombelicale, memore delle difficoltà incontrate nella ricerca di un donatore compatibile, e consapevole del fatto che la migliore compatibilità proviene da un membro della famiglia.

«Volevo dare ai miei figli ogni possibile forma di assicurazione sanitaria. Ora la mia missione è quella di essere un consumatore sostenitore dei genitori che vogliono conservare il sangue del cordone ombelicale e accedere alle terapie a base di sangue cordonale.»

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Fonte: https://parentsguidecordblood.org/en/shais-story