Parkinson e cellule staminali: nuovo studio clinico

«La ricerca sulle cellule staminali è la chiave per sviluppare cure per condizioni degenerative come il Parkinson e la malattia del motoneurone di cui io e molti altri soffriamo.» – Stephen Hawking

I ricercatori del Kyoto University’s Centre for iPS Cell Research and Application in Giappone hanno annunciato l’inizio di uno studio clinico sull’utilizzo di cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) per il ripristino delle cellule cerebrali in pazienti affetti da morbo di Parkinson.

Il morbo di Parkinson è una malattia neurologica degenerativa caratterizzata da tremori, rigidità muscolare e perdita della funzione motoria. Questa condizione è causata dalla mancanza di dopamina, un neurotrasmettitore responsabile appunto della trasmissione dei segnali tra cellule nervose (neuroni) nel cervello. I ricercatori si sono dunque concentrati sull’utilizzo delle cellule staminali per ripristinare la normale produzione del neurotrasmettitore chimico.

Le cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) sono ottenute dalle cellule mature di un individuo adulto – solitamente dalla pelle o dal sangue – e vengono riprogrammate in laboratorio per comportarsi come cellule staminali embrionali. Queste, a loro volta, vengono forzate a diventare cellule cerebrali produttrici di dopamina.

Le cellule iPS verranno poi iniettate nel putamen, la regione del cervello maggiormente responsabile della degenerazione neuronale legata al Parkinson. Più di 5 milioni di cellule riprogrammate verranno trapiantate nei pazienti in modo che si sviluppino in neuroni che vadano a sostituire la dopamina perduta a causa della malattia.

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